la camera di valentina

Scrivi L’Erotico – Marzo 2020

Giovane donna con zucca, 1889, Fausto Zonaro

Bianco

Considerava il bianco un colore scialbo, privo di carattere, ma si ricredette:
la vide andare verso di lui, la spallina dell’abito scivolò leggermente, rivelando la pelle diafana. Le mani troppo occupate e sorreggere la zucca non potevano corre a coprire quella sensuale nudità.

Il lungo abito bianco che l’avvolgeva la rendeva eterea, e lei, per il desiderio di raggiungerlo, ne sollevò la gonna.
I piedi nudi danzavano sul terreno, nonostante l’impedimento del peso che portava. La linea morbida delle gambe era appena percettibile tra l’ondeggiare della gonna, che copriva e mostrava.

Avrebbe voluto accarezzarle quelle piccole dita, una ad una, per passare alle caviglie, poi lentamente ai polpacci, e ancora più su, e ancora, e ancora. Avrebbe voluto scoprirla e farla sua, lì, sul prato.

Se era una creatura così armoniosa a portarlo, allora il bianco doveva essere proprio un bel colore.

Bella_


Prigionia

Venne il momento in cui fu necessario rivelarsi per ciò che veramente era, come altre migliaia di volte era successo nella sua storia millenaria di prigionia: il corpo di radici e terra, due ali sfibrate, due occhi rosso sangue, così come rossa era l’enorme radice calda che spuntava da mezzo le gambe.
Era pronto all’urlo di disgusto che avrebbe nuovamente rinnovato la sua condanna.

Avvicinando il grottesco volto arancione a sé, la donna sussurrò invece: “potrei davvero innamorarmi stavolta… demone”.

Le prime luci dell’alba, accanto a lui una zucca. Aveva rotto la sua maledizione: in una notte era riuscito a sedurre una donna fino in fondo, anche dopo aver mostrato il suo vero aspetto.
Finalmente libero, ma perché sentiva come se il suo cuore fosse rimasto nella zucca, insieme all’anima di quella donna?

Sollevata con fatica la zucca con il suo nuovo debole corpo d’umana, si avviò.

NotaDelRedattore


Stagioni

Arancione.
Tendo la mano verso quell’arancione intenso, tu inclini il capo.
Sì, la prima zucca d’autunno non può che sfamare altri appetiti.
Chi l’ha detto che carnale è maligno? Non può essere Male il bianco del tuo vestito…

Posso io impregnarlo d’arancione, mia Signora, Duchessa delle Campagne? Guidami tu nell’ombra del bosco, e camminando accarezzerò le foglie: guarda, le loro linee quasi ti somigliano.

Desideriamo che il nostro idillio sia lungo: ma quando giungerà l’inverno, mia Signora, tu non avrai potere su di esso, nessuno ne avrà.
Ci coglierà la neve, primi frutti di stagione, ansimanti nella terra. Eppure sarà ancora autunno.

Duchessa delle Campagne, vuoi tu giocare nella neve? Io sono il Marchese delle Zucche.

Monstera Minima


Flora

Il cielo era una tela bianca punteggiata di uccelli migratori. Nel silenzio della campagna in autunno, Guido ebbe l’impressione di sentire il frullare di quelle ali scure.Invidiava la leggerezza delle bestie.

“Vorrei scappare con loro, lontano”. Lontano dalle persone violente che aveva in casa e che era costretto a chiamare genitori.

Una brezza fredda gli accarezzava le guance, calmando le onde che si agitavano nella sua mente.Sentendosi osservato, si girò e scoprì la sorgente di quel gelo piacevole: una giovane avvolta in un vestito leggero.

Gli occhi che lo guardavano non appartenevano alla fanciullezza, ma a qualcosa di antico, divino. Guido deglutì nervosamente quando notò la zucca che la ragazza reggeva con grazia: un seno vegetale perfetto, virginale e al tempo stesso materno. Fece un passo.

Nessuno parlò, se non un vento leggero e, poi, i loro corpi. Guido volò via. Lontano.

Ottavia M. Corazza


La Notte Perfetta

Il suo morbido incedere lungo la terra umida non provocava rumore. Le pieghe della sua veste si sfogliavano nella brezza autunnale. Finalmente sentii che avrei scoperto il suo mistero. Mai una donna mi aveva messa in soggezione quanto lei. Poche parole, sguardo divoratore.

Dimmi cosa vuoi fare stasera, ma scelse lei. Mi raccontò di libertà e non-relazioni. La trovai bella, nonostante il dolore. Picchiettai le dita sul bicchiere. Vivitela, mi dissi. Mi prese la mano, pagai il conto.

Mi condusse lungo le scale di casa sua. Dove andiamo, le chiesi. Mi sentii tradita dalle mie stesse intenzioni. Ci ritrovammo a letto.

Il calore tra le mie gambe si irradiò lungo le sue. Ci rendemmo conto di aver paura. Nessuna delle due riuscì a raggiungere il climax. Ci guardammo.
Va bene così, dicemmo. Non chiudemmo occhio. Le toccai i capelli. Scrissi poesie d’amore.
La luce del mattino ci abbagliò. Sorseggiai un tè. Mi sorrise. Si mosse con torpore. La zucca del giorno prima era a terra, accanto ai suoi piedi. L’abito di nuovo bianco. Ti voglio, le ricordai. Mi avrai, sospirò.

Chiara Venuto


Scrivi L’Erotico è un’iniziativa mensile di scrittura creativa e fantasia erotica. Puoi spaziare dal porno all’erotismo soft, fino al romanticismo, purché ti attenga a delle semplici regole:
1. Il racconto breve deve essere di 900 battute, spazi inclusi;
2. Devi firmare il racconto (con il tuo nome o il tuo pseudonimo) e dargli un titolo;
3. Devi allegare un documento word;
4. Devi spedire tutto a lacameradivalentina@gmail.com

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